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Stop alle assunzioni nel pubblico impiego

L’ultima sorpresa del governo Berlusconi: colpisce i disabili


«Dio ci scampi da Maroni ed An “ala sociale” del Governo». L’invocazione è del leader della Cgil, Sergio Cofferati. E il suo appare un allarme fondato.
«No al blocco delle assunzioni delle persone disabili nel pubblico impiego».
E no all’esclusione degli stessi soggetti «dal beneficio dell’innalzamento delle pensioni ad un milione».
Perché è questo - secondo la responsabile dell’Ufficio disabili della GCIL - che emerge dall’analisi della legge di bilancio 2002 varata dal Governo.
«Carenze» piuttosto vistose, come si vede. La prima. Dal blocco del turn over deciso per la pubblica amministrazione, a differenza del passato, non sono stati esclusi i soggetti rientranti sotto la tutela delle leggi speciali. A cominciare dalla numero 68 del ‘99. Quella che riguarda la promozione del collocamento nel mondo del lavoro delle persone disabili.
La seconda. I disabili non sono inclusi tra i soggetti che potranno beneficiare dell’aumento delle pensioni fino a un milione. Ma non è solo questo. «Particolarmente odioso è il mancato rifinanziamen­to dei progetti sperimentali “dopo di noi”». In pratica 100 miliardi destinati alla costituzione di case-famiglia autogestite da queste persone.
Vi sono poi gli articoli 19 e 20 della Finanziaria. Due articoli che «introducono principi e norme tesi a svuotare, se non addirittura a smantellare, servizi pubblici vitali per la salute e la tutela dei cittadini». Ma che finiscono per colpire, sacrificati sull’altare dell’economicità, i cittadini più deboli.
Un duro attacco alla legge 68 viene anche dal Libro Bianco sul lavoro messo a punto dal ministro del Welfare, il leghista Roberto Maroni. «L’intenzione di abolire le quote di assunzioni riservate ai lavoratori disabili e le sanzioni a carico dei datori di lavoro inadempienti è esplicita» - dice l’esponente Cgil. Che ag­giunge: «Il diritto al lavoro viene sostituito da enunciazioni di pura demagogia e retorica sul principio delle pari opportunità». Dall’ala sociale del governo. Appunto.
Alla faccia dell’ala sociale.
Nota della redazione:
Stampa questa notizia e diffondila, sarà un aiuto concreto verso le persone più deboli e bisognose della solidarietà di tutti noi. E, forse, molti capiranno della differenza enorme che vi è con questa destra di Governo e la società italiana.

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